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I benefici delle piante per mitigare il cambiamento climatico nelle nostre città

Le soluzioni basate sulla natura o Nature-Based Solution – NBS, a servizio delle nostre città per mitigare il cambiamento climatico e le ondate di calore, possono essere applicate in varie aree e offrono una prospettiva promettente per ridisegnare infrastrutture e ripensare territori.


Introduzione

Nei giorni di calura estiva e di ondate di calore, che si stanno presentando più di frequente negli ultimi anni, è naturale per i cittadini cercare refrigerio sia nei luoghi provvisti di aria condizionata sia nelle zone ombreggiate da edifici o vegetazione. Nei centri storici l’irraggiamento solare diretto e il conseguente riverbero diurno creano notevoli disagi a chi vive la città. Al tempo stesso, l’emissione di calore in forma di radiazione notturna da parte dei materiali lapidei e impermeabili, che si sono surriscaldati nel corso della giornata, concorrono ad aumentare le temperature notturne moltiplicando il malessere degli abitanti. A questo riguardo ricordiamo che in Emilia-Romagna le notti tropicali hanno registrato un indice regionale lo scorso anno secondo solo al 2023, come riporta ARPAE nel recente Rapporto IdroMeteoClima. Da queste evidenze si deduce che i cittadini sono esposti in modo continuativo a temperature elevate e privati della benefica escursione termica tra il giorno e la notte, fondamentale per un buon riposo notturno, e che percepiscano un eccessivo disagio sia diurno sia notturno

Un fattore che influenza in modo significativo il cambiamento climatico, oltre al principale che riguarda le crescenti concentrazioni di CO2 ed altri gas climalteranti, è il cambio di uso del suolo. La trasformazione dei suoli fertili forestati (enormi depositi di carbonio in grado di autoalimentarsi) in suoli pavimentati e impermeabili, rende queste superfici incapaci di effettuare i normali scambi gassosi e di temperatura.

Come affrontare quindi il problema delle alte temperature e delle isole/ondate di calore che si stanno intensificando col passare degli anni? Le città e i loro abitanti come potranno difendersi?


Cosa fare?

Fondamentale risulta applicare con determinazione le indicazioni che la scienza ci fornisce partendo dalla riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili, che maggiormente producono elevate concentrazioni di CO2, il principale responsabile dell’innalzamento delle temperature e del riscaldamento globale.

Altrettanto importante risulta promuovere la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, tra i quali si annovera appunto l’innalzamento delle temperature. Per fare questo le città devono dotarsi di sistemi di adattamento già sperimentati in varie parti del mondo e in grado di ridurre la formazione delle isole di calore.

In questo ambito, la scienza indica che la Natura ha messo a disposizione potenti “congegni” o sistemi, capaci di diminuire la CO2 in atmosfera e ridurre la temperatura al suolo: le piante. Sono numerosi i casi studio relativi a processi di adattamento delle città; quelli più significativi per ampiezza dell’intervento sono stati realizzati all’estero, dove grandi aree dismesse sono state trasformate in eco-quartiere, ad esempio nella città di Aalborg (DK) nella quale in un ex scalo ferroviario di 30 ettari - di cui solo 7 erano permeabili - è stato realizzato un parco di 12 ettari oltre alla desigillazione di altri 3 ettari complessivi destinati ai giardini circostanti le nuove abitazioni. I benefici microclimatici sono stati subito evidenti, anche per la ricaduta sugli isolati circostanti l’area di intervento.

AALBORG Masterplan updated
AALBORG Masterplan (© C. F. Møller Architects)


Perché le piante?

Il complesso degli organismi vegetali vive grazie alla fotosintesi clorofilliana, un processo chimico attuato dalle piante che, sfruttando la luce solare e la clorofilla, trasforma l’anidride carbonica e l’acqua in zuccheri, che vengono accumulati, e in ossigeno, che viene rilasciato nell’atmosfera. L’aumento di vegetazione nelle città è uno dei fattori auspicabili per la sottrazione di CO2 dall’atmosfera e per la capacità di ridurre la temperatura urbana attraverso l’evapotraspirazione (ET), e l’ombreggiamento. L’ET consiste nel rilascio da parte dei vegetali dell’acqua assorbita dalle radici: il vapore acqueo così prodotto sottrae calore all’ambiente circostante. In una città questo effetto si fa sentire in modo considerevole soprattutto se aggiunto all’ombra proiettata su asfalto, cemento, pietre (materiali impermeabili) che limita il loro surriscaldamento.

Evapotraspirazione e vapore acqueo: il vapore acqueo prodotto dalla vegetazione sottrae calore all’ambiente circostante nella misura di 540 calorie per ogni grammo di acqua evaporata. Un albero adulto, sano e ben curato può traspirare ogni giorno 450 litri di acqua (450.000 grammi) pari a ben 243 milioni (243.000.000) di calorie in 24 ore sottratte all’atmosfera (un condizionatore da 9000 BTU sottrae circa 2.500 calorie/ora pari a 60.000 calorie in 24 ore).

Affinché le azioni di mitigazione operate dalla vegetazione siano efficaci per il benessere dei cittadini, è necessario piantare specie adatte all’evoluzione delle condizioni microclimatiche, prevedendo anche tecniche adeguate per la loro cura. Un esempio virtuoso in tal senso è il Parco del Valentino a Torino, città in cui i tecnici del verde hanno fatto scuola in tutta Italia.

Al fine di mitigare le temperature mediante le piante è indispensabile applicare due concetti fondamentali: la contiguità delle chiome e la continuità radicale. La prima consiste nel scegliere per la messa a dimora le piante a portamento più adatto (es. portamenti a ombrello) e nel porre le piante alla giusta distanza tra loro, di modo che il loro naturale dimensionamento a maturità crei ombre contigue sui materiali da ombreggiare. La seconda riguarda invece un’esigenza delle piante: quella di vivere in 'comunità', condividendo acqua e nutrienti ed esercitando un controllo naturale sull’arrivo di patogeni.


Come esaltare i benefici delle piante?

Ancora una volta la scienza fornisce indicazioni pratiche: i benefici ecosistemici – si chiamano così i vantaggi che l’uomo trae dagli elementi naturali – erogati dalle piante sono raggruppabili in una serie di strategie e azioni definite Nature-Based Solutions o NBS. In questo ambito, le NBS non consistono in un semplice aumento del numero di alberature in città, bensì in precise tecniche di valorizzazione dei vantaggi prodotti dal mondo vegetale inziando, ove possibile, dalla depavimentazione di aree impermeabilizzate. L’applicazione di queste tecnologie verdi permette la conversione di questi suoli in giardini della pioggia, fossati, parchi o piazze inondabili e parcheggi verdi drenanti, oltre ai più classici giardini, piazze e viali alberati. Oltre al caso di Aalborg citato in precedenza, è esemplare a Boulogne-Billancourt (FR) la riconversione dell’area industriale dismessa della Renault in un quartiere sostenibile dotato di spazi pubblici alberati e permeabili e un grande parco inondabile di 7 ettari.

Gli esempi citati riguardano aree molto grandi, ma le NBS “spingono” per individuare e realizzare luoghi anche di piccole dimensioni, ove collocare punti di captazione e di accumulo di acqua piovana, al fine di limitare le possibilità di allagamento locale e di ridurre l’afflusso idrico nei sistemi fognari urbani (sottodimensionati rispetto ai fenomeni temporaleschi attuali). Ciò permetterebbe di rendere disponibile l’acqua raccolta per l’irrigazione estiva alle piante mettendole in grado di essere efficienti anche nei giorni caldi e siccitosi. Sono tutti interventi strutturali sul territorio, che richiedono scelte politiche consapevoli, trans-disciplinarietà nella progettazione ed esecutori, curatori e manutentori del verde preparati. Le città del Nord Europa, soggette a fenomeni temporaleschi di grande entità che in diversi casi hanno provocato allagamenti di interi quartieri, si sono “specializzate” in micro-interventi, quali ad esempio i giardini della pioggia diffusissimi a Copenhagen (DK), ma anche in Italia cominciano a fare capolino interventi significativi come il cosiddetto “Lungo il canale” di Medicina (BO) e in Viale Matteotti a Milano Marittima (RA).

medicina
MEDICINA  - Gli interventi previsti dal progetto


E se gli alberi non ci stanno?

In molti centri storici tuttavia la messa a dimora di alberature non è una ipotesi sempre percorribile, poiché il loro inserimento potrebbe compromettere la visibilità di opere monumentali e storiche. È però possibile considerare l’applicazione di pavimentazioni permeabili per liberare il suolo al fine di mitigare il Viennariverbero diurno e, al tempo stesso, introdurre utili elementi di drenaggio indispensabili per la riduzione del rischio di allagamento. La presenza di piante tappezzanti di bassa taglia, dal limitato impatto visivo, contribuisce a ridurre il calore grazie all’effetto combinato di suolo libero ed evapotraspirazione. In altri casi, quando le architetture urbane lo consentono, sono utili e molto apprezzate dalla popolazione le tettoie e i pergolati rivestiti con alti rampicanti. Queste soluzioni, nelle loro diverse varianti, sono perfette ad esempio per le pensiline di attesa degli autobus, come sono state attuate da lungo tempo in diversi quartieri di Vienna (AT).

VIENNA - L’attesa degli autobus sotto al verde (Maria Teresa Salomoni)

 


PROAMBIENTE, laboratorio del Tecnopolo Bologna CNR, si occupa dal 2013 tempo di rigenerazione urbana e Nature-based Solutions.

SAVE THE DATE > dal 17 al 19 settembre 2025 saremo a RemTech Expo a Ferrara e realizzeremo una presentazione su un modello di vegetazione e mitigazione dell'isola di calore urbana, con un caso studio in un'area pubblica di Bologna.