Trattamento Acque

Nell’ambito delle attività di ricerca industriale di PROAMBIENTE, particolare attenzione è rivolta a sviluppare e applicare nuove tecniche e metodologie per la depurazione/trattamento delle acque reflue, in particolare mediante l’utilizzo delle energie ionizzanti e non ionizzanti. Le tecniche definite A.R.P. (Advanced Remediation Processes) utilizzano energie a potenza variabile (in funzione dei flussi e dei volumi di acque reflue da trattare) per ottenere un’alta capacità degradativa di sostanza organica da acque reflue.

 L’impiego di strumentazioni come:

elemento chiaro elenco l’Electron Beam
elemento chiaro elenco la Gamma Cell

presenti nell’istituto ISOF (partner di PROAMBIENTE) è stato basilare per la crescita di competenze e Know-how in merito al loro impiego nei processi di depurazione delle acque proveniente dai reflui civili e dell’agricoltura, con l'obiettivo di renderne possibile il loro riutilizzo.

In particolare, i nostri ricercatori testano e sviluppano strumenti innovativi che mediante l’irradiamento di soluzioni acquose con diverse fonti di energia:

elemento chiaro elenco elettroni accelerati,
elemento chiaro elenco raggi gamma,
elemento chiaro elenco raggi U.V.,
elemento chiaro elenco microonde,
elemento chiaro elenco ultrasuoni,

determinano la produzione dei radicali OHche sono i promotori di base della degradazione dei composti inquinanti presenti nelle acque reflue, mediante meccanismi di frammentazioni e di ossidazioni che portano alla formazione di CO2, facendo così diminuire il quantitativo di carbonio organico. Queste tecnologie vengono utilizzate per detossificare le sostanze organiche presenti nelle acque e in particolare gli inquinanti organici emergenti (agrofarmaci, farmaci, UV filter).

Il continuo miglioramento delle tecniche e della loro evoluzione in ambiti diversi ci ha dato lo stimolo per avviare la progettazione e la realizzazione di un primo prototipo operativo per la degradazione delle soluzioni degli agrofarmaci, usati in agricoltura dalle spray machine, che restano nei serbatoi dopo i trattamenti in campo.