World Environment Day 2026: ricerca, imprese e innovazione ambientale
10 Giugno 2026
Il 5 giugno 2026, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, PROAMBIENTE ha organizzato insieme a POLLUTION Analytical Equipment, azienda socia e fondatrice del Consorzio, una mattinata di confronto nella sede dell’azienda a Budrio, dedicata al rapporto tra ricerca, innovazione tecnologica e sistema produttivo.
Abbiamo raccolto l’appello globale all’azione promosso dall’UN Environment Programme e scelto di riportare l’attenzione su un tema che non può essere considerato “passato”. Negli ultimi anni l’ambiente sembra, a tratti, uscito dal centro del dibattito pubblico: se ne parla meno, o se ne parla soprattutto davanti alle emergenze. I dati climatici, le nuove norme europee, le trasformazioni industriali e le esigenze dei territori ci dicono che non è mai troppo parlarne.
La domanda che ha guidato la giornata è stata semplice: va bene parlare di innovazione ambientale e transizione ecoologica, ma come facciamo a farla davvero?
Per rispondere, abbiamo messo attorno allo stesso tavolo ricerca pubblica, istituzioni, ecosistema regionale dell’innovazione, imprese e multiutility, con l’obiettivo di capire come trasformare conoscenze, dati e tecnologie in soluzioni ambientali concrete.
Dopo i saluti iniziali e di ringraziamento di Matteo e Paolo Monticelli per POLLUTION Analytical Equipment, della Sindaca di Budrio Debora Badiali e del Presidente di PROAMBIENTE Paolo Bonasoni, la giornata è entrata nel merito del contesto climatico. Bonasoni ha richiamato i dati sulle temperature globali, ricordando come l’ultimo decennio sia stato il più caldo a livello planetario e come la soglia di +1,5°C rispetto ai livelli preindustriali sia ormai un riferimento sempre più vicino.
> SLIDE DI PAOLO BONASONI - PROAMBIENTE

Il primo intervento tecnico è stato affidato a Francesco Petracchini, Direttore del Dipartimento Scienza del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR, che ha presentato il ruolo del DSSTTA nella comprensione del Sistema Terra e nello sviluppo di soluzioni per mitigare gli impatti antropici. Dalle ricerche su clima, biodiversità, risorse idriche, inquinamento e multirischio, osservazione ambientale, l’intervento ha mostrato come la ricerca pubblica produca dati e strumenti utili per leggere le trasformazioni in corso. Petracchini ha inoltre richiamato il percorso di valorizzazione e trasferimento tecnologico del Dipartimento, pensato per favorire il dialogo con imprese e territori.
> SLIDE DI FRANCESCO PETRACCHINI - CNR-DSSTTA
A seguire, Claudia Romano, Responsabile Settore - Energia transizione ecologica delle imprese, Direzione Generale Sviluppo economico, cultura e turismo della Regione Emilia-Romagna, ha presentato il ruolo della Regione nella transizione sostenibile. Il suo intervento ha attraversato gli strumenti di programmazione energetica regionale, il nuovo Piano Energetico Regionale e gli scenari al 2035, mettendo al centro un punto molto concreto: la transizione richiede obiettivi misurabili, infrastrutture, banche dati integrate e strumenti di monitoraggio.
> SLIDE DI CLAUDIA ROMANO - REGIONE EMILIA-ROMAGNA
La sessione centrale ha poi allargato il confronto al rapporto tra ricerca, innovazione tecnologica e sistema produttivo. Massimo Giusti, Direttore Tecnico di ARPA Abruzzo, ha affrontato il tema della produttività ambientale e del contributo delle Agenzie ambientali alle sfide emergenti, sottolineando il valore del monitoraggio e della qualità dei dati per leggere fenomeni complessi e intervenire con maggiore tempestività.
SLIDE DI MASSIMO GIUSTI - ARPA ABRUZZO
Con Roberto Righetti, Direttore di ART-ER, il focus si è spostato sull’ecosistema dell’innovazione dell’Emilia-Romagna. Rete Alta Tecnologia, Tecnopoli, Clust-ER e Data Valley sono stati raccontati come parti di un sistema che mette in relazione ricerca industriale, imprese, competenze e territorio. Un ecosistema già strutturato, ma chiamato a fare un salto ulteriore: migliorare lo scouting delle idee che dalla ricerca possono diventare impresa, accompagnare le PMI nell’innovazione aperta, attrarre investimenti e trattenere talenti.
> SLIDE DI ROBERTO RIGHETTI - ART-ER
Il contributo di Giordano Gozzi, Presidente del Clust-ER Greentech, ha dato continuità a questo ragionamento entrando nel merito delle filiere regionali legate a energia e sostenibilità. Idrogeno, agrivoltaico, qualità dell’aria, biogas, biometano, economia circolare e risorsa idrica sono alcuni degli ambiti in cui ricerca, imprese e istituzioni stanno già lavorando insieme. Una conferma del fatto che la transizione ambientale non si costruisce per compartimenti separati, ma attraverso reti di competenze.
> SLIDE DI GIORDANO GOZZI - CLUST-ER GREENTECH
L’intervento di Francesco Matteucci per PROAMBIENTE ha riportato il tema dell’innovazione dentro il percorso che porta un’idea verso l’impatto. Innovare non significa solo sviluppare una tecnologia: servono utenti, clienti, team, modello di business, finanziamenti e capacità di leggere il mercato. In altre parole, una soluzione funziona quando risponde a un bisogno reale e trova le condizioni per essere adottata.
> SLIDE DI FRANCESCO MATTEUCCI - PROAMBIENTE
Con Riccardo Monti di Confindustria Emilia, il confronto si è concentrato sull’impatto delle norme europee sulla transizione verde delle PMI. CBAM, EUDR, PPWR ed Ecodesign sono stati presentati non solo come adempimenti, ma come elementi che stanno cambiando il modo in cui le imprese devono progettare prodotti, tracciare filiere, gestire dati, imballaggi, emissioni e requisiti di sostenibilità.
> SLIDE DI RICCARDO MONTI - CONFINDUSTRIA EMILIA
Stefano Verde, Direttore Centrale Strategia, Regolazione e Gestione Rischi del Gruppo Hera, ha portato il punto di vista di una grande multiutility sul rapporto tra strategia e sostenibilità. Il suo intervento ha mostrato come obiettivi climatici, investimenti, gestione dei rischi, finanza verde e misurazione del valore condiviso siano ormai parte integrante della pianificazione industriale.
> SLIDE DI STEFANO VERDE - HERA
L’esperienza industriale è proseguita con Giancarlo Bonzi di Cefla, che ha presentato alcune risposte tecnologiche alle sfide di energia, acqua e terra: dalle soluzioni fuel cell per la produzione di energia senza combustione, alle piattaforme digitali per l’ottimizzazione dei processi, fino alle applicazioni LED per l’agricoltura in serra e ai sistemi intelligenti per l’irrigazione.
A chiudere la sessione, Francesco Riminucci, Direttore Tecnico di PROAMBIENTE, ha raccontato il lavoro del Consorzio nella valorizzazione della ricerca e nel trasferimento tecnologico per l’adattamento climatico e la tutela ambientale. Tra gli esempi presentati: il drone acquatico OPEN-SWAP, le applicazioni di modellistica microclimatica per il verde urbano, i sistemi per il monitoraggio delle emissioni in agricoltura, il progetto NOSE per le molestie olfattive e la piattaforma INFOMARE-ER per la fruizione sostenibile del territorio.
> SLIDE DI FRANCESCO RIMINUCCI - PROAMBIENTE
La mattinata si è conclusa con il contributo di Giuseppina Sapia e Michele Morana di POLLUTION Analytical Equipment, seguito dalla visita ai laboratori di sviluppo prodotto e alla facility operativa. Il loro intervento ha riportato il tema del trasferimento tecnologico dentro un luogo concreto: laboratori, strumenti, prototipi, produzione. Perché l’innovazione ha davvero impatto quando non resta solo un’idea o un prototipo, ma diventa un prodotto industriale utilizzabile su scala.
> SLIDE DI GIUSEPPINA SAPIA e MICHELE MORANA - POLLUTION


Il filo comune emerso dagli interventi è stato pragmatico: la transizione ambientale non dipende da un solo attore e non si esaurisce in una tecnologia. Ha bisogno di ricerca pubblica, imprese capaci di industrializzare, politiche territoriali, norme comprensibili, dati affidabili e luoghi in cui questi elementi possano lavorare insieme.
La sede di POLLUTION ha reso e continua a rendere questo percorso visibile, non solo con idee, ma con competenze, tecnologie e applicazioni che arrivano sul campo e in tutto il mondo.