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La terra ci chiede attenzione

Il 22 aprile non è una data qualunque: è la Giornata internazionale della Madre Terra, istituita nel 2009 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Una giornata per ricordarci che la Terra non è solo “il mondo là fuori”, ma la nostra casa comune. Un luogo che ci dà tutto, acqua, aria, cibo, vita, e che oggi ci chiede, con urgenza, di prendercene cura.

Immagina di vivere in una casa meravigliosa, con stanze che cambiano colore a seconda delle stagioni, con il frigo pieno di cibo fresco e l’aria sempre pulita. Ora immagina di dimenticarti ogni giorno di aprire le finestre, di buttare i rifiuti ovunque e di ignorare le crepe nei muri. Ecco: quella casa è il nostro pianeta e oggi non sta benissimo.

PROAMBIENTE ha nel suo DNA la missione di proteggere il pianeta con la ricerca e l’innovazione, collaborando con il mondo scientifico e con chi fa impresa. Tra le tante attività c’è un progetto che ci piace raccontare in questa giornata simbolica: ARES, acronimo di Autonomous Remote Environmental Station. Un nome futuristico per un’idea molto concreta: una stazione ambientale autonoma capace di realizzare misurazioni in alta quota, in luoghi dove l’uomo fatica ad arrivare, ma dove il cambiamento climatico è evidente.

ARES nasce all’interno del progetto PNRR Vitality, insieme a EVK2CNR, INKODE e CNR-ISAC. Il suo obiettivo? Rilevare gas climalteranti, parametri meteorologici e altri segnali importanti nelle zone montane. Il progetto non resterà confinato alle nostre montagne: ARES parteciperà a una campagna internazionale nella regione del Karakorum in Pakistan, dove si trovano oltre 13.000 ghiacciai. Non a caso, quella zona è chiamata il "Terzo Polo" del Pianeta: perché dopo l’Artico e l’Antartide, è il più grande deposito di ghiaccio del mondo. Anche lì, qualcosa si sta incrinando.

Ogni piccola azione, ogni dato, ogni innovazione può fare la differenza.