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Salvaguardia della biodiversità locale: il progetto Pomari per la mela Rosa Romana

PROAMBIENTE, laboratorio del Tecnopolo Bologna CNR, da anni è impegnato nello sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative per l'agricoltura sostenibile oltre che nella tutela della biodiversità locale. In questo contesto, ha ideato un sistema informatico integrato per la salvaguardia della mela Rosa Romana, preziosa varietà antica dell'Appennino bolognese, con l’intento di applicarlo concretamente sul territorio.

MELA ROSA ROMANA

La mela Rosa Romana vanta una storia millenaria, con tracce in letteratura fin dall'epoca romana (a cui deve proprio il suo nome). Si distingue per caratteristiche uniche: una pezzatura medio-grossa con forma schiacciata, buccia giallo chiaro caratterizzata da una tipica macchia rossa sul lato esposto al sole, una polpa soda e dolce. I frutti, raccolti tra fine settembre e inizio ottobre, possono conservarsi fino a maggio, dimostrando un'eccezionale capacità di conservazione e una versatilità a vari tipi di cottura. Tradizionalmente coltivata nelle "piantate" dell'Appennino bolognese, veri e propri corridoi ecologici che separavano i campi coltivati,  questa varietà non solo produceva frutti per la comunità, ma creava anche preziosi habitat per la biodiversità locale. 

Nel 2019, un importante passo avanti è stato compiuto con la nascita del "Consorzio Mela Rosa Romana", che unisce comuni dell'Appennino Bolognese tra cui Grizzana Morandi, Vergato, Castel di Casio e altri. Il Consorzio si propone di gestire circa 4.000 piante in un'area che si estende tra i 200 e i 900 metri sul livello del mare, con l'obiettivo di tutelare le coltivazioni residue e promuovere un rilancio sostenibile di questa varietà antica.


POMARI

In questo contesto, PROAMBIENTE ha ideato Pomari, un ecosistema digitale innovativo che comprende diversi strumenti integrati:

  • Un'applicazione geografica per il censimento dettagliato delle singole piante, che permette di mappare e monitorare ogni esemplare
  • Un software gestionale per i proprietari, che facilita la gestione dei trattamenti, potature e raccolte
  • Un'app mobile con funzionalità social che trasforma ogni pianta in un "sensore biologico" per la comunità dei coltivatori
  • Una rete di sensori meteorologici che monitora in tempo reale temperatura e umidità, parametri cruciali per la difesa biologica delle piante

L'intero sistema, sviluppato in ambiente Open Source, rappresenta un esempio concreto di come l'innovazione tecnologica possa mettersi al servizio della tradizione. Il progetto punta a creare una vera e propria comunità di coltivatori, facilitando lo scambio di informazioni e best practice, ottimizzando i trattamenti biologici e supportando una filiera d'origine controllata e corta.

Questa iniziativa rappresenta un modello virtuoso di sviluppo sostenibile, dove la tecnologia si integra armoniosamente con la tutela della biodiversità e la valorizzazione del territorio montano. La mela Rosa Romana diventa così simbolo di un'agricoltura che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici, combinando tradizione, innovazione e sostenibilità ambientale.

 

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